Lo Statuto

STATUTO ASSOCIAZIONE

IrpiniaAltruista”

Art. 1

Denominazione – sede

E’ costituita un’associazione denominata “IrpiniaAltruista”, con sede legale in Avellino

L’Associazione adotta come riferimento la legge quadro del volontariato 266/91.

I contenuti e la struttura dell’Associazione sono ispirati a principi di solidarietà, di trasparenza e di democrazia che consentono l’effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’Associazione stessa.

Art. 2

Finalità e attività

L’associazione non ha fini di lucro.

L’associazione, avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti, ha lo scopo di rispondere ai bisogni sociali della città di Avellino, del territorio regionale, e dei territori limitrofi (Euroregione) anche mobilitando nuove energie di cittadini e particolarmente, tra le nuove generazioni che, seppure impegnati nel lavoro o nello studio o in età libera (pensione) o in situazioni sociali difficili (emigranti, emarginati) e quindi con poche occasioni di fare volontariato, manifestano lo spirito altruista.

Per raggiungere le finalità, l’Associazione si propone di svolgere le seguenti attività:

  • di carattere civile, attraverso azioni e attività volte alla tutela e al miglioramento della qualità della vita delle persone, della comunità, dell’ambiente e delle istituzioni.

  • promozione del valore e della funzione dell’attività di volontariato, come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo realizzando, per il tramite dell’associazione, occasioni di volontariato senza fini di lucro, anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà;

  • attivare sinergiche collaborazioni con gli enti-non profit per creare opportunità di volontariato con bassa soglia di accesso, al fine di permettere al volontario, con esigenze di flessibilità, di svolgere l’attività di volontariato sia per attività gestite direttamente da

IrpiniaAltruista, sia a supporto di iniziative e attività di altre organizzazioni di volontariato che perseguono finalità di solidarietà sociale;

  • attivare sinergiche collaborazioni con il tessuto di enti e società private che intendano aderire alle attività promosse dall’associazione per mezzo di contributi, convenzioni e/o attive collaborazioni di supporto alle stesse.

  • rappresentare un luogo di riferimento per coloro che cercano opportunità di volontariato in modo continuativo ma flessibile, preferibilmente in prossimità della propria città e fuori degli orari di lavoro, attraverso la creazione di una “Banca-dati” che permetta di raccogliere, da un lato le informazioni e le adesioni dei volontari e dall’altro le esigenze delle OdV, facilitando così l’incontro tra domanda e offerta;

  • sviluppare, organizzare e gestire progetti di “occasioni di volontariato”, in forma diretta o in partnership con altre organizzazioni ed enti;

  • sensibilizzare, attraverso campagne e giornate dedicate al volontariato, la collettività sul tema innovativo del volontariato flessibile per incoraggiare tutti i cittadini, dallo studente al lavoratore o alla casalinga, a fornire tempo e solidarietà in misura delle proprie disponibilità. Pertanto, favorire l’esercizio di attività di volontariato, in particolare tra quelle persone disponibili ad impegnare il loro tempo libero a favore degli altri, che hanno poco tempo e non possono garantire “tempi certi” alle attività programmate, ma che desiderano e sono interessate a dare il proprio contributo sociale con “occasioni di volontariato” anche flessibile;

  • realizzare appositi corsi di orientamento e formazione ai volontari, per fornire adeguata preparazione all’attività di volontariato da svolgere. Attuare studi, ricerche, pubblicazioni;

  • produrre e diffondere pubblicazioni inerenti al tema delle “occasioni di volontariato”;

  • stimolare, promuovere e realizzare ogni attività culturale idonea alla diffusione, promozione e sostegno della finalità associativa compresi seminari, congressi, dibattiti, pubblicazioni, scambi culturali ed informativi;

Per lo svolgimento e l’utile realizzazione delle sue attività, l’associazione potrà inoltre svolgere tutte le attività connesse o accessorie a quelle statutarie in quanto strumentali alle stesse, purché non incompatibili con la sua natura di associazione e realizzate nei limiti consentiti dalla legge.

In via esemplificativa e non tassativa, l’associazione potrà altresì:

a) promuovere e sviluppare rapporti con enti pubblici e del privato;

b) promuovere iniziative di raccolta fondi, in conformità alle normative vigenti, volte a favorire e sostenere la realizzazione di progetti;

c) stipulare convenzioni per perseguire e potenziare le finalità statutarie mantenendo sempre il fine della gratuità e della strategia del dono;

d) partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni, pubbliche e/o private, la cui attività sia compatibile con le finalità statutarie, contribuendo allo sviluppo della sussidiarietà intesa come nuova forma di collaborazione tra cittadini e istituzioni per la costruzione e la salvaguardia del bene comune;

L’Associazione potrà svolgere ed esercitare attività utili allo sviluppo ed al raggiungimento dei fini associativi , potrà patrocinare, promuovere, coordinare ed organizzare ogni iniziativa che venga ritenuta valida e ricadente negli ambiti di pertinenza.

L’Associazione può svolgere attività commerciali e produttive marginali, nei modi e nei limiti indicati dalla normativa vigente e sempre dietro decisione del suo Consiglio Direttivo o della Assemblea.

Art. 3

Soci

Possono far parte dell’associazione persone fisiche che diano pieno affidamento per l’attuazione dei programmi statutari e che condividano le finalità che animano l’associazione.

L’adesione all’associazione è volontaria ed avviene secondo modalità e termini di cui al successivo articolo 5.

I soci si dividono in:

1) soci fondatori: si considerano tali i soci che hanno partecipato all’assemblea costituente, deliberando la costituzione dell’associazione;

2) soci ordinari/volontari: si considerano tali tutti i soci che aderiranno successivamente all’associazione, previa presentazione di apposita domanda scritta e curriculum vitae da parte del richiedente secondo modalità e termini contenuti nel presente statuto;

3) soci sostenitori: si considerano coloro che pur non svolgendo attività diretta sostengono spiritualmente, economicamente e patrimonialmente l’Associazione;

4) soci onorari o benemeriti: si considerano tali coloro che vengono insigniti di tale qualifica per volontà del Consiglio Direttivo, a fronte del costante impegno profuso all’interno dell’associazione o per notorietà o che hanno prestato un contributo particolarmente significativo e la positiva immagine che con la loro presenza possono recare all’associazione e alla città.

Art. 4

Assunzione della qualifica di socio

Per l’assunzione della qualifica di socio ordinario/volontario è necessario presentare apposita domanda scritta al Consiglio Direttivo, nella forma e secondo le modalità stabilite dal medesimo.

Il riconoscimento della qualifica di socio ordinario/volontario si acquisisce a seguito di apposita delibera del Consiglio Direttivo dopo un colloquio e l’esame del proprio curriculum vitae, a suo insindacabile giudizio.

Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’Associazione e il numero dei soci è illimitato.

Art. 5

Diritti e doveri dei soci

Tutti i soci hanno il diritto di frequentare i locali dell’associazione e di partecipare a tutte le iniziative ed alle attività dalla stessa organizzate.

Ciascun socio maggiore di età ha inoltre diritto di partecipazione e di voto in seno all’assemblea e può liberamente candidarsi ed essere votato in occasione del rinnovo delle cariche sociali.

Tutti i soci sono tenuti:

a) alla osservanza del presente statuto, del relativo regolamento di attuazione, degli altri eventuali regolamenti interni e di tutte le delibere assunte dagli organi sociali nel rispetto delle disposizioni statutarie;

b) a frequentare l’associazione, collaborando con gli organi sociali per la realizzazione delle finalità associative;

c) a non attuare iniziative che si rivelino in contrasto con le ispirazioni che ne animano l’attività;

d) al pagamento della quota associativa annuale e delle altre quote richieste per la partecipazione a determinate iniziative, secondo le modalità ed i termini fissati dal Consiglio Direttivo.

La quota associativa è annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità di aderente e deve essere versato entro 30 giorni prima dell’Assemblea convocata per l’approvazione del Bilancio Consuntivo dell’esercizio di riferimento.

Le prestazioni fornite dai soci sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite neppure dal beneficiario. Ai soci possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, secondo opportuni parametri validi per tutti i soci preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’associazione.

Art. 6

Perdita della qualifica di socio

I soci possono essere espulsi o radiati dall’associazione per i seguenti motivi:

1) quando non ottemperino alle disposizioni del presente statuto, del relativo regolamento di attuazione e degli altri eventuali regolamenti, nonché a tutte le delibere adottate dagli organi sociali secondo le prescrizioni statutarie;

2) quando abbiano reso false dichiarazioni nella domanda scritta al Consiglio Direttivo al momento della richiesta di adesione quando, senza giustificato motivo, si rendano morosi nell’eventuale pagamento della tessera sociale e delle quote sociali stabilite dal Consiglio Direttivo per la partecipazione a talune iniziative dell’Associazione;

3) quando, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all’Associazione compresi i danni di immagine o per la protratta mancata partecipazione all’attività dell’associazione;

4) quando il socio risulti dormiente rispetto alle attività tutte, dimostrando completo disinteresse alla vita dell’associazione.

Le espulsioni e le radiazioni saranno decise dal Consiglio Direttivo con l’obbligo di ratifica dell’Assemblea nella prima convocazione. Il provvedimento deve essere comunicato per iscritto al socio e deve essere motivato.

I soci espulsi o radiati potranno opporsi per iscritto contro il provvedimento, inviando apposito ricorso al Collegio dei Probiviri (ove costituito); il ricorso non sospende l’esecutività dell’iniziale espulsione o radiazione.

La perdita della qualifica di socio consegue anche volontariamente, a mezzo comunicazione scritta di dimissioni dalla compagine sociale, inviata al Consiglio Direttivo.

L’associato, pertanto, potrà sempre recedere dall’associazione, qualora non abbia assunto l’obbligo di farne parte per un tempo determinato

La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto agli amministratori e ha effetto con lo scadere dell’anno in corso, purché sia fatta almeno n. 1 mesi prima.

Art. 7

Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

l’Assemblea dei soci;

il Consiglio Direttivo;

il Presidente; il Vice Presidente;

il Comitato Scientifico

il Collegio dei Revisori

il Collegio dei Probiviri

Gli organi sociali e i collegi di controllo e garanzia hanno la durata di tre anni e sono rieleggibili una sola volta consecutivamente

Le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, nell’interesse dell’associazione.

Art. 8

Assemblea dei soci

L’assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’associazione.

Sono ammessi in assemblea tutti i soci in regola con il pagamento della quota associativa annuale. Possono votare solo i soci maggiorenni.

L’assemblea è ordinaria e straordinaria.

Le assemblee sono convocate dal Presidente dell’Associazione, senza obblighi di forma, purché con mezzi idonei, di cui si abbia prova di ricezione da parte dei destinatari, inoltrati con almeno 7 giorni di preavviso.

L’avviso di convocazione deve contenere la data, l’ora ed il luogo dell’adunanza, nonché l’elenco delle materie da trattare

L’assemblea si riunisce presso la sede legale o presso il diverso luogo indicato nell’avviso di convocazione.

L’assemblea ordinaria viene convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario.

L’assemblea straordinaria è convocata tutte le volte che il Consiglio direttivo lo reputi necessario, ovvero ogni qualvolta ne faccia richiesta motivata almeno un decimo dei soci. In quest’ultimo caso, l’assemblea dovrà aver luogo entro n. 20 giorni dalla data in cui viene richiesta.

L’assemblea in sede ordinaria:

a) approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale, su proposta del Consiglio Direttivo;

b) approva il bilancio preventivo e consuntivo redatti dal Consiglio Direttivo;

c) approva i regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo;

d) provvede alla elezione dei componenti il Consiglio Direttivo, ai sensi dell’art. 10 e, ove costituiti, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri;

e) delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale, che il Consiglio Direttivo riterrà di sottoporle;

f) delibera in ordine all’esclusione dei soci;

g) delibera su ogni altra questione ordinaria ad essa riservata dalla legge o dallo statuto.

L’assemblea in sede straordinaria:

a) delibera sulle modificazioni del presente statuto;

b) delibera lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio residuo;

c) delibera su ogni altra questione straordinaria ad essa spettante in base alla legge o allo statuto.

In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con l’intervento, anche per delega, di almeno la metà più uno degli associati.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti.

In seconda convocazione l’assemblea sarà regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, deliberando validamente a maggioranza semplice.

Nelle deliberazioni di approvazioni del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno voto.

Per modificare l’atto costitutivo e lo statuto, occorre la presenza di almeno due terzi degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

L’assemblea, sia in sessione ordinaria che straordinaria, è sempre presieduta dal Presidente in carica o, in sua mancanza, dal Vice Presidente o, in mancanza di questo, dal socio più anziano presente. Il Presidente dell’assemblea nomina un segretario.

In assemblea è ammessa delega.

Possono partecipare in assemblea, senza diritto di voto, anche professionisti o esperti esterni, qualora la loro presenza si rilevi necessaria per la discussione e la risoluzione di specifiche problematiche.

Le votazioni possono venire per alzata di mano o a scrutinio segreto, a secondo di quello che decide il presidente dell’assemblea e salvo quanto previsto nel regolamento di attuazione.

Le deliberazioni assunte dall’assemblea dovranno essere riportate su apposito libro verbali a cura del segretario e da questi sottoscritte insieme al Presidente.

Tutte le deliberazioni devono essere portate a conoscenza dei soci, ancorché non intervenuti. La pubblicità delle delibere si attua mediante affissione del relativo verbale presso la sede sociale e, se del caso, presso le altre sedi amministrative eventualmente istituite a norma dell’articolo 1.

Le delibere prese dall’assemblea dei soci nel rispetto delle norme contenute nel presente statuto obbligano tutti i soci dell’associazione, ivi compresi quelli dissenzienti o non intervenuti o astenuti dal voto.

Art. 9

Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è l’organo di amministrazione e di direzione dell’associazione ed è dotato di poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione riconosciutigli dalla legge e dallo statuto.

Il Consiglio Direttivo è composto da tre a sette membri, compreso il Presidente ed il Vice Presidente,

I consiglieri eleggono fra loro il Presidente, il Vice-Presidente a maggioranza assoluta.

Provvede alla nomina di un segretario e di un tesoriere che potranno essere scelti anche tra i non soci con le funzioni determinate dal Consiglio stesso.

Tutti i membri del Consiglio Direttivo rimangono in carica tre anni, Essi sono rieleggibili una sola volta consecutivamente. Le eventuali sostituzioni di componenti del Consiglio Direttivo effettuate nel corso del triennio devono essere convalidate dalla prima Assemblea convocata successivamente alla nomina. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti.

Qualora per qualsiasi motivo il numero dei consiglieri si riduca a meno di tre, l’intero Consiglio Direttivo è considerato decaduto e deve essere rinnovato.

Fermo restando quanto rimesso alla sua competenza da altre norme contenute nello statuto, il Consiglio Direttivo ha il compito di:

a) disporre l’esecuzione delle decisioni adottate dall’assemblea dei soci in conformità al presente statuto;

b) istituire appositi comitati consultivi a supporto delle azioni dell’associazione;

c) affidare ordini e incarichi anche a persone non appartenenti al Direttivo o socie;

d) curare l’osservanza delle prescrizioni statutarie e degli eventuali regolamenti;

e) provvedere all’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’associazione, rendendo il conto della gestione all’assemblea dei soci in sede di approvazione dei bilanci annuali;

f) redigere il bilancio consuntivo e preventivo dell’associazione, sottoponendolo all’approvazione dell’assemblea dei soci;

g) predisporre gli eventuali regolamenti che di volta in volta si rendessero necessari, facendoli approvare dall’assemblea dei soci;

h) deliberare in merito alle questioni attinenti il programma di attività approvato dall’assemblea dei soci;

i) curare l’organizzazione di tutte le attività dell’associazione;

j) pianificare l’eventuale assunzione di personale dipendente e/o stringere rapporti di collaborazione di qualsiasi natura che si rendano necessari per lo svolgimento dell’attività sociale;

k) adottare atti a carattere patrimoniale e finanziario;

l) conferire eventuali deleghe di funzioni sia al Presidente, sia ai singoli componenti il Consiglio stesso, nei limiti individuati con propria deliberazione assunta e depositata nelle forme di legge;

m) nominare l’eventuale Direttore Generale e altre figure ritenute utili al funzionamento dell’associazione.

Possono essere eletti consiglieri soltanto soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota associativa.

Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno, ovvero quando ne facciano richiesta scritta almeno la metà dei Consiglieri. In quest’ultimo caso, il consiglio dovrà riunirsi entro 15 giorni.

Il consiglio è convocato dal Presidente senza obbligo di forma, purché con mezzi idonei, di cui si abbia prova di ricezione da parte dei destinatari.

Il consiglio si riunisce validamente con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica e vota a maggioranza semplice; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

In seno al consiglio non è ammessa delega.

L’ingiustificata assenza di un consigliere a più di 3 (tre) riunioni consecutive del consiglio direttivo comporta la sua immediata decadenza dalla carica. Il consigliere decaduto non è rieleggibile.

Alla sostituzione di ciascun consigliere decaduto o dimissionario si provvede designando il primo dei non eletti.

Di ogni delibera del Consiglio Direttivo deve redigersi apposito verbale a cura del segretario, all’uopo nominato dal Presidente fra i presenti.

Art. 10

Presidente dell’associazione

Il Presidente è il legale rappresentante dell’associazione (nonché Presidente dell’Assemblea e del Consiglio direttivo).

Egli rappresenta l’associazione sia di fronte a terzi che in giudizio.

Il Presidente è il responsabile generale del buon andamento degli affari sociali e cura gli interessi dell’associazione.

Il Presidente ha la firma sociale sugli atti che impegnano l’associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi.

Il Presidente cura, potendo sottoscrivere accordi, le relazioni con Enti, Istituzioni, Imprese Pubbliche e Private ed altri organismi al fine di instaurare rapporti di collaborazione a sostegno delle singole iniziative dell’Associazione .

Fermi restando i poteri di presidenza che gli spettano in virtù di altre disposizioni contenute nel presente statuto, al Presidente compete:

a) curare l’attuazione delle deliberazioni assembleari e del Consiglio Direttivo, intrattenendo i rapporti con le autorità e le pubbliche amministrazioni;

b) sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione;

c) curare l’osservanza dello statuto, promuovendone la riforma qualora si renda necessario;

d) adottare in caso di necessità ed urgenza ogni provvedimento opportuno, sottoponendolo a ratifica dell’organo competente nella prima seduta utile dalla sua adozione;

e) esercitare ogni altro potere a lui riconosciuto dalla legge o dallo statuto.

Art. 11

Vice Presidente dell’associazione

Il Vice Presidente dell’associazione rappresenta l’associazione in tutti i casi in cui il Presidente sia oggettivamente impossibilitato a farlo, e quando abbia ricevuto apposita delega dal Presidente stesso.

Egli sostiene il Presidente in tutte le iniziative dallo stesso intraprese.

Ove il Presidente lo ritenga opportuno e qualora i suoi impegni non gli consentano di rappresentare l’associazione nelle diverse attività di volta in volta intraprese, il Vice Presidente può intervenire personalmente in sostituzione del Presidente con i suoi stessi poteri, previo rilascio di apposita procura.

Art. 12

Collegio dei Revisori

(Il Collegio dei Revisori dei Conti è un organo eventuale dell’associazione che può essere istituito per volontà dell’assemblea dei soci)

Il Collegio dei Revisori dei Conti è un organo composto di tre membri, nominati dall’Assemblea dei soci, tra persone esperte di amministrazione; essi durano in carica 3 anni e sono rieleggibili una sola volta consecutivamente.

Il Collegio è presieduto dal Presidente, iscritto nel Registro dei revisori contabili dei Revisori, eletto a maggioranza fra i suoi componenti.

Ove sia istituito, il collegio avrà il compito di controllare la gestione amministrativa dell’associazione, vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto ed accertare la regolare tenuta della contabilità sociale

Il controllo sulla gestione avverrà trimestralmente. Di ciascuna riunione dovrà redigersi apposito verbale nel quale annotare i risultati del controllo

Alla fine di ciascun esercizio, i revisori predisporranno un’apposita relazione ai bilanci.

Per l’esercizio delle suddette funzioni, pertanto, i revisori avranno accesso, in qualsiasi momento, agli atti amministrativi dell’associazione, ne controllano la regolarità e possono assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo.

Art. 13

Collegio dei Probiviri

L’assemblea dei soci potrà eleggere, se lo riterrà opportuno, un Collegio dei Probiviri composto da Membri, scelti fra i soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota associativa.

I membri del collegio durano in carica 3 anni e sono rieleggibili una sola volta consecutivamente.

Il collegio è presieduto da un Presidente eletto a maggioranza fra i suoi componenti.

Il collegio decide sulle controversie che dovessero insorgere tra associati, tra questi e l’Associazione o i suoi organi. Esso giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura.

Avverso il giudizio del collegio, sarà possibile ricorrere al giudice ordinario.

Art. 14

Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico è composto da soci e non soci, rimane in carica per tre anni ed è rieleggibile una sola volta consecutivamente .

Il Comitato Scientifico esprime le indicazioni di carattere generale che appaiono utili al conseguimento delle finalità sociali, culturali dell’Associazione.

Si pronuncia sia in chiave locale sia in prospettiva regionale e nazionale ed esprime pareri relativamente alle iniziative e alle relazioni esterne dell’Associazione.

Il Comitato Scientifico è presieduto da un socio indicato dal Consiglio Direttivo e possono far parte persone distintesi per particolari meriti su materie rientranti tra le finalità dell’Associazione

Ne fa parte di diritto il Presidente dell’Associazione.

Art. 15

Patrimonio

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

a) dal patrimonio mobiliare e immobiliare di proprietà che diverranno di proprietà dell’associazione;

b) da liberalità e contributi espressamente destinati a patrimonio con deliberazione del Consiglio Direttivo;

c) da ogni altro bene e diritto di cui l’associazione sia entrata in possesso a titolo legittimo.

Il patrimonio dovrà essere investito in modo da ottenere il maggiore reddito possibile compatibile con una gestione prudente e con la conservazione, nel lungo periodo, del suo valore.

Art. 16

Entrate

Per l’adempimento dei propri scopi l’associazione dispone delle seguenti entrate:

  • contributi dei soci per le spese relative alle finalità istituzionali dell’associazione;

  • contributi di privati;

  • contributi dello Stato, di Enti e di Istituzioni pubbliche;

  • contributi di organismi internazionali;

  • donazioni e lasciti testamentari non destinati ad incremento del patrimonio;

  • rimborsi derivanti da convenzioni;

  • rendite dì beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo;

  • entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;

  • fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore e di servizi.

Art. 17

Bilancio

L’esercizio della associazione decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Il bilancio consuntivo comprende la situazione economica, patrimoniale e finanziaria relativa a ciascun esercizio, mentre il bilancio preventivo reca il presumibile fabbisogno del successivo esercizio.

Il bilancio preventivo e quello consuntivo sono redatti dal Consiglio Direttivo, con l’ausilio del Segretario -Tesoriere, e sottoposti al vaglio dell’assemblea dei soci secondo modalità e termini di cui al presente statuto.

Il bilancio consuntivo deve essere accompagnato da una relazione, a cura dei revisori, che illustri l’attività nel suo complesso e l’andamento della gestione nei vari settori in cui l’associazione ha operato, anche con riferimento alle singole erogazioni effettuate nell’esercizio. La relazione deve anche esplicitare la politica degli investimenti e degli accantonamenti.

Il bilancio consuntivo e preventivo devono essere presentati in assemblea, rispettivamente entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio di ciascun anno.

Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività di cui all’articolo 3. E’ vietata la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta di utili e avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione.

Art. 18

Scioglimento

Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’Assemblea straordinaria dei soci, secondo le modalità e termini di cui al precedente articolo 9, per i seguenti motivi:

1) conseguimento dell’oggetto sociale e/o impossibilità sopravvenuta di conseguirlo;

2) impossibilità di funzionamento per il venir meno del numero dei soci indispensabile per il conseguimento dei propri fini;

3) ogni altra causa che dovesse compromettere le ispirazioni di fondo che animano l’associazione e/o che dovesse impedire lo svolgimento dell’attività.

In caso di scioglimento dell’associazione per qualunque causa, I beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni operanti in identico o analogo settore di volontariato sociale, secondo le indicazioni dell’assemblea che nomina il liquidatore e comunque secondo il disposto dell’art. 5, comma 4 della legge 266/91, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.

Art. 19

Norma di rinvio

Per tutto quanto non previsto dal presente statuto valgono, in quanto applicabili, le disposizioni di legge vigenti in materia, con particolare riferimento al Codice Civile, alla Legge n. 266 dell’11 agosto 1991, alla legislazione regionale sul volontariato, al D. L g s. 4 dicembre 1997, n. 460 e alle loro eventuali variazioni.

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